
AGL: con la manifestazione di ieri confederali e
autonomi hanno iniziato a seppellire definitivamente le speranze di
aumento stipendiale dei lavoratori pubblici. Non potrà esserci
sciopero (se non per gli attivisti sindacali rimborsati) per evidenti
vuoti nelle tasche dei lavoratori. La Camusso se la prende con
Poletti dicendogli che non sa come è fatto il lavoro. Senonchè,
quello è uno che negli ultimi anni il lavoro prima con il movimento
cooperativo ora con il Jobs Act lo ha creato, la Camusso e gli altri
suoi compari sono stati capaci solo di accompagnare al camposanto
lavoratori e aziende con il corteo funebre della Cassa Integrazione.
Proprio loro, invece, hanno dimostrato di non capirci più niente di
lavoro e di pubblico impiego in particolare. Sognano ancora infornate
di massa di disoccupati sindacalizzati da parte dello Stato (come
fece la legge 285 negli anni '70 che molti oggi leggono come il de
profundis della pubblica amministrazione italiana) ma non capiscono
che non ci sono più i soldi per farlo (col debito pubblico) i
referenti politici (il PCI delle grandi intese) le giustificazioni
operative (con l'informatizzazione gli investimenti vanno indirizzati
nelle tecnologie, non nel capitale umano). Povero Poletti costretto a
inviare messaggi così avanzati a queste melanzane! Dovrebbe sapere
che per questi qui gli obiettivi da raggiungere non sono risultati a
favore dei cittadini utenti ma, nella Pubblica Amministrazione, la
scusa per grattare compensi incentivanti maggiori per i
rappresentanti sindacali interni in sede di ripartizione di
retribuzione accessoria. Da anni e anni. Di quale mondo del lavoro
parla la Camusso (a proposito, dove lavorava prima di iniziare la
carriera sindacale)? Come può utilizzare l'ora lavoro come parametro
per settori tra loro più diversi? Vada magari a lezione da
Barbagallo che dopo anni di docenza all'Università del Pesce di
Palermo ha elaborato le linee della Rivoluzione Industriale 4.0. Ma
si sbrighi, prima che Cina , India o la Nasa ce lo portino via a suon
di milioni...E poi la Furlan, che si scandalizza per i bassi aumenti
che si delineano. Una non comunista come lei dovrebbe salutare
positivamente il fatto che a livello sindacale si siano accettate le
leggi del libero mercato. Ma se da anni, con le vostre scelte
scellerate avete condotto fuori mercato il lavoro pubblico, come fate
a sorprendervi del fatto che nessuno (lo Stato, i Governi di ogni
colore, gli elettori in grande maggioranza) sia disposto a
tirar fuori un euro per finanziarlo?
Ecco l'amara verità: il lavoro pubblico, in Italia,
così com'è (grazie soprattutto a voi sindacati confederali e
autonomi) non serve a nulla. Tutti i governi, non potendo licenziare
in massa, hanno bloccato le uniche due cose possibili: il turn-over e
gli aumenti di stipendio. C'è chi ve lo dice e chi non ve lo dice.
Chi lo fa di nascosto e chi palesemente per prendere voti.
Il cittadino, quando ne avrebbe bisogno, salta,
aggira, elude la Pubblica Amministrazione. Perchè non solo non serve
a nulla ma può pure danneggiare o rovinare la tua vita.
Ognuno si faccia un esame di coscienza e verifichi se
ciò, nella propria vita, è risultato vero o falso.
Landini poi è uno spettacolo. E' l'unico che
chiaramente ti indica come uscire dalla crisi. Lui è l'unico che si
capisca, quando parla, che ti dia una soluzione.Quale? Quella in base
alla quale occorre proprio fare diametralmente il contrario di quanto
lui dice. Pertanto: dare priorità alla qualità e non alla quantità
del lavoro, Dare la possibilità a chi vuole di lavorare di più ,
per quanti anni vuole e lasciare a casa, con un assegno sociale,
quelli che non ne hanno voglia o rimanendo fanno solo danni
(soprattutto nella pubblica amministrazione). Decontrattualizzare e
rilegificare il rapporto di lavoro di tanti settori del pubblico
impiego, diminuire l'importanza del contratto nazionale e capovolgere
la gerarchia delle fonti contrattuali. Spazio a contratti aziendali
perchè i tempi sono cambiati: gli analfabeti e i ruffiani ci sono
ancora, ma non tra i lavoratori bensì solo tra i rappresentanti
sindacali confederali e autonomi.
Infine tre questioni su cui i sindacati sono sempre
in difficoltà: il precariato, gli aumenti alle forze dell'ordine e i
licenziamenti degli assenteisti.
Nulla è cambiato nelle classiche posizioni perdenti
dei sindacati. Che sia un valore positivo il poter cambiare lavoro
nella vita frequentemente e che non si possa diventare tutti
impiegati statali (per i quali la stabilità tra un po' non esisterà
più) ai leader sindacali non vuole entrare nel cervello nemmeno col
trapano. Aspettiamo il XXII secolo , a questo punto. Che aumenti di
stipendio abbiano solo un valore simbolico (5, 7 , 80, 150 euro che
siano) non lo si vuole dire perchè altrimenti crollerebbe tutto il
teatrino. Perchè , riguardo alle forze dell'ordine, il cui
mantenimento in periodi come questi presenta costi proibitivi, a
nessuno dei sindacati è mai venuto in mente di superare il problema,
rimettendo in discussione il monopolio statale della sicurezza? Ma
intanto, quanti posti di lavoro produrrebbe un incremento della
fabbricazione di armi da difesa liberamente acquistabili da ogni
cittadino (cambiando le leggi esistenti) così come possibile in USA?
La CISL, per esempio, oltre a riprodurre nella propria bandiera le
strisce di quella americana potrebbe promuovere queste novità.
Licenziamenti degli assenteisti. E' vero, già possibili con le norme
esistenti, non applicate però proprio per la connivenza e lo scambio
di favori fra dirigenza e sigle sindacali. Ma qui il problema è un
altro: ci vorrebbero licenziamenti per esuberi, nel Pubblico Impiego
che in Italia sono stati sempre tabù. Ecco, i Sindacati facciano un
elenco delle pubbliche amministrazioni e delle relative funzioni che
non servono a niente. Vuoi vedere che sarebbe recuperato il valore di
mercato del posto pubblico e il cittadino vedrebbe nella PA qualcosa
di utile, meritevole di essere premiato con onerosi aumenti
stipendiali?
P.S.: ci stavamo dimenticando dei Puffi, ossia delle
26 sigle sindacali di contorno. Non preoccupatevi. A Natale, quando
si fa l'albero, vengono tirate fuori, dagli scatoloni, palle e
pallette, stelle e nastrini. Vedrete che dopo le Feste tornerete al
vostro posto (anche in base agli accordi sulla rappresentanza che i
confederali stanno firmando a tutto spiano con i datori di lavoro)
... Non era proprio Barbagallo che ai tempi dello sciopero della
scuola si era lamentato dicendo: ci hanno chiamato a un incontro alla
Funzione Pubblica, come organizzazioni rappresentative e mi sono
trovato intorno decine di sigle sindacali. E mi sono (e ho) chiesto:
e questi chi sono?....
********************************************
Pubblico impiego, Camusso: "Sciopero?
Decideremo come proseguire mobilitazione"
In piazza oltre 30mila persone, secondo gli organizzatori, per
chiedere lo sblocco dei contratti nella Pa. La leader Cgil: "Poletti
vuole apparire cone Ufo robot". Barbagallo: "Contratto
entro l'anno"
ROMA - "L'idea"
che emerge è quella di un "ministro che non conosce com'è
fatto il lavoro" e "vuole apparire come Ufo robot, per
risolvere tutti i problemi. Ma le condizioni non vanno che
peggiorando". Così la leader Cgil,
Susanna Camusso,
ha commentato, nel corso della manifestazione del pubblico impiego,
le parole del ministro Giuliano Poletti, che
ieri aveva detto di non utilizzare solo l'ora-lavoro come
riferimento per i contratti. "L'idea che ha il ministro - ha
sottolineato Camusso - è che non ci siano più delle regole per i
diritti dei lavoratori. Il ministro non conosce com'è fatto il
lavoro, il rapporto che c'è tra la fatica e il tempo dei lavori.
Vorrei vederlo a tradurre ciò che ha detto nella concretezza del
lavoro quotidiano delle persone. Forse - ha evidenziato Camusso - un
ministro del Lavoro dovrebbe sapere di cosa parla".
Critico anche il segretario generale
della Uil, Carmelo Barbagallo: "Il ministro del
lavoro Poletti è entrato a gamba tesa sulla questione dei rinnovi
contrattuali e questo non va bene. Io parlo da 6 mesi di rivoluzione
industriale 4.0 e lui credo non sappia cosa sia. Se dobbiamo
discutere seriamente - ha detto Barbagallo - noi siamo pronti, ma se
pensano attraverso slogan giornalistici di fare un attacco ulteriore
alla contrattazione per un neo liberismo selvaggio, hanno sbagliato
tempo e modo". Poi, dal palco, ha aggiunto: "Se non si fa
il contratto subito, entro l'anno, la prossima manifestazione non
sarà né di sabato né di domenica".
"C'è voluta
la Corte costituzionale per dire che il contratto è un diritto dei
lavoratori, ma il governo fa finta di non sentire e offre 5 euro dopo
sei anni, ma non c'è diginità in questo, si vergogni il governo",
ha detto il segretario generale della Cisl, Annmaria
Furlan.
Di offesa nei confronti dei lavoratori parla
il leader della Fiom, Maurizio Landini:
"Sinceramente questa idea di superare l'orario di lavoro è
un'offesa alle persone che invece, per quanto lavorano, sono
retribuite troppo poco", ha detto commentando le parole del
ministro del Lavoro. Per Landini il problema è che "l'orario di
lavoro bisognerebbe ridurlo e redistribuirlo per aumentare
l'occupazione": un'ipotesi però che appare lontana "in un
paese in cui l'età di pensionamento è a 70 anni e l'orario di
lavoro tra i più alti d'Europa". Metalmeccanici e lavoratori
del pubblico impiego sono insieme in piazza oggi a Roma perché,
spiega Landini, "il contratto è un diritto di tutti" anche
se il governo "ha voglia di favorire al scomparsa del contratto
nazionale". Cosa "inaccettabile perché resta uno strumento
di tutela generale che invece va rafforzato, non indebolito o
cancellato", conclude.
Più di trentamila in piazza.
Il corteo dei lavoratori del pubblico impiego e della scuola per
lo sblocco dei contratti nella Pa, circa 30 mila persone, secondo gli
organizzatori, è partito da piazza della Repubblica a Roma. In
testa, dietro lo striscione che è lo slogan della manifestazione
'Contratto subito', ci sono i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna
Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo, insieme ai segretari
generali delle diverse categorie oggi in piazza. Dopo sei anni di
attesa e due rinnovi persi, i sindacati chiedono un contratto "vero"
per gli oltre tre milioni di lavoratori pubblici e oggi hanno cercato
di dar voce al disagio dei 700 mila addetti di terzo settore e
privato sociale.
Poco ottimismo. Camusso ha
sottolineato che "con queste cifre è evidente che non si riesce
a fare un rinnovo del contratto. Ma intanto si apra prima la
discussione e si vedrà di conseguenza che c'è bisogno di cambiare
le cifre", ha detto, parlando del rinnovo del contratto del
pubblico impiego. Non sembra esserci spazio per l'ottimismo sulle
prossime mosse del governo che, secondo il numero uno del sindacato,
si è presentato "come il governo della modernizzazione, invece
siete il governo dell'unilateralità come il pupazzo Ercolino sempre
in piedi che oscillava, ma poi tornava sempre allo stesso punto;
faceva giocare i bambini. ma non fa andare avanti il Paese". E
ha proseguito: "Dopo 7 anni di blocco non si può immaginare di
dare 7 euro ai lavoratori. Dopodiché il tema non è rincorrere le
cifre, ma la volontà del governo di non aprire al rinnovo dei
contratti", ha detto ancora Camusso, rinviando a una decisione
prossima l'ulteriore proseguimento della mobilitazione. A chi chiede
se si programma uno sciopreo generale, Camusso ha risposto:
"Decideremo sulla base delle risposte che riceveremo". Una
cosa è certa, ha proseguito la leader dal palco: il sindacato non si
fermerà. "Non ci fermeremo se non mettete risorse in legge di
stabilità". Se si arriva "al 15 dicembre" e nulla
cambia, allora, aggiunge "avete sbagliato i conti", ha
detto ancra, sottolineando che è necessario smettere di fare
propaganda: "Si è utilizzato il superamento del precariato per
dividere i lavoratori". Quanto alle forze dell'ordine, per
Camusso "i problemi non si risolvono con un bonus, ma serve il
contratto".
Assenze e licenziamenti. Non
bisogna puntare l'attenzione solo sugli assenteisti, ma anche sui
dirigenti che non fanno rispettare le regole. Di questo è convinta
la leader della Cgil: "Il ministro ha un chiodo fisso", ha
risposto ai giornalisti che le hanno chiesto un commento alle
dichiarazioni del ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia,
sui licenziamenti dei lavoratori pubblici assenteisti. "Il
ministro dovrebbe porsi la domanda di perché succedono cose di
questo tipo e dove stavano dirigenti ed amministratori. Bisogna
chiedersi - ha concluso - perché non applicano le regole che ci
sono".